Le aziende con più di 50 dipendenti hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare il Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025. L'adempimento, obbligatorio per legge, è già attivo dal 1° marzo scorso sul portale ministeriale Servizi Lavoro. Chi non rispetta la scadenza rischia sanzioni e la sospensione dai benefici contributivi.
COS'È IL RAPPORTO BIENNALE SUL PERSONALE
Il Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile è un documento obbligatorio istituito dall'articolo 46 del D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198, il cosiddetto Codice delle pari opportunità tra uomo e donna. Nasce con l'obiettivo di raccogliere dati strutturati sulle condizioni lavorative di uomini e donne all'interno delle imprese, consentendo al Ministero del Lavoro, alle Consigliere di Parità e all'Ispettorato Nazionale del Lavoro di monitorare l'esistenza di eventuali squilibri di genere.
La platea dei soggetti obbligati è stata ampliata dalla Legge 5 novembre 2021, n. 162, che ha abbassato la soglia da 100 a 50 dipendenti, in linea con gli obiettivi del PNRR sulla parità di genere. Da quel momento il rapporto riguarda un numero molto più ampio di imprese italiane.
CHI È OBBLIGATO E CHI PUÒ FARLO SU BASE VOLONTARIA
La normativa distingue due categorie di imprese.
Le aziende con più di 50 dipendenti, pubbliche e private, hanno l'obbligo di presentazione entro il 30 aprile 2026. Le aziende con fino a 50 dipendenti possono invece redigere il rapporto su base volontaria, ai sensi dell'art. 46, comma 1-bis, del D.Lgs. 198/2006.
Il rapporto deve essere riferito al complesso delle unità produttive dell'azienda e, separatamente, per ciascuna unità produttiva con più di 50 dipendenti. Una volta compilato, va trasmesso anche alle rappresentanze sindacali aziendali e alla Consigliera o al Consigliere regionale di parità.
Vale inoltre ricordare che le aziende che partecipano a procedure di affidamento di appalti pubblici finanziate con risorse PNRR e PNC sono tenute a presentare, a pena di esclusione, copia del rapporto biennale al momento della domanda di partecipazione. Questo collegamento tra il rapporto e gli appalti pubblici rende l'adempimento rilevante anche sotto il profilo commerciale.
COSA SI DEVE COMUNICARE: IL CONTENUTO DEL RAPPORTO
Il rapporto fotografa la situazione del personale al 31 dicembre 2025 e deve contenere, per ciascun sesso e per ogni profilo professionale, dati relativi a: assunzioni effettuate nel biennio distinte per sesso e tipologia contrattuale; inquadramento contrattuale e livelli professionali, inclusa la distribuzione tra contratti a tempo pieno e parziale; percorsi di formazione e accesso alla qualificazione professionale; promozioni professionali e passaggi di categoria o qualifica; ricorso alla Cassa integrazione guadagni; licenziamenti, prepensionamenti e pensionamenti; retribuzione effettivamente corrisposta, incluse le componenti accessorie, i bonus, le indennità e qualsiasi altro beneficio economico o in natura.
Si tratta quindi di un quadro complessivo che va ben oltre la semplice rilevazione numerica: richiede un'analisi articolata delle condizioni di lavoro lungo tutto il ciclo di vita del rapporto di impiego, dalla selezione alla cessazione.
COME SI COMPILA E DOVE SI INVIA
Dal 1° marzo 2026, il modello telematico è disponibile sul portale Servizi Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (servizi.lavoro.gov.it), accessibile tramite le credenziali SPID o CIE del legale rappresentante dell'azienda o di un soggetto abilitato.
Le modalità operative sono disciplinate dal Decreto interministeriale del 3 giugno 2024, adottato dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. Questo decreto ha aggiornato le istruzioni di compilazione, abrogando le precedenti disposizioni.
Un elemento pratico importante: il sistema informatico ministeriale consente di richiamare e aggiornare i dati già inseriti per il biennio precedente (2022-2023), semplificando sensibilmente la procedura per le aziende che hanno già adempiuto. A supporto degli utenti è disponibile anche una sezione dedicata nell'URP Online del Ministero.
Attenzione: le aziende che non hanno ancora completato il caricamento dei dati del biennio 2022-2023 avevano tempo fino al 15 marzo 2026 per regolarizzare la posizione. Chi si trovasse ancora in questa situazione deve contattare l'Ispettorato del Lavoro competente per territorio.
SANZIONI PER CHI NON ADEMPIE
Il mancato invio del rapporto entro la scadenza non è una questione di poco conto. Il quadro sanzionatorio previsto dalla legge è articolato su più livelli.
In primo luogo, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro competente per territorio invita l'azienda a regolarizzare la propria posizione. Se l'inadempienza persiste, scattano le sanzioni previste dall'art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520. Qualora l'inottemperanza si protragga per oltre 12 mesi, l'azienda viene sospesa per un anno da tutti i benefici contributivi eventualmente goduti (art. 46, comma 4, D.Lgs. 198/2006).
Se invece il rapporto viene presentato ma risulta mendace o incompleto, l'Ispettorato — che ha il compito di verificarne la veridicità — applica una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 1.000 e 5.000 euro (art. 46, comma 4-bis, D.Lgs. 198/2006).
C'è infine una conseguenza indiretta da non sottovalutare: le aziende che non dispongono di un rapporto valido non possono partecipare a gare pubbliche che lo richiedono come requisito di ammissione. Fino alla scadenza del 30 aprile 2026, è ammesso produrre copia del rapporto riferito al biennio 2022-2023, con l'obbligo di integrare la documentazione con quello nuovo entro la data limite.
PERCHÉ QUESTO ADEMPIMENTO CONTA OLTRE LA COMPLIANCE
Il rapporto biennale non è soltanto un obbligo burocratico da assolvere. Per un'azienda che voglia gestire con consapevolezza le proprie risorse umane, rappresenta uno strumento diagnostico di valore: obbliga a raccogliere e sistematizzare dati che, nella quotidianità, rischiano di rimanere frammentati tra HR, payroll e singole unità operative.
L'analisi dei divari retributivi per genere, la distribuzione delle promozioni, il ricorso differenziato alla formazione: sono tutte informazioni che, lette insieme, possono rivelare dinamiche organizzative non immediatamente visibili. In un contesto in cui la Direttiva europea sulla trasparenza salariale (2023/970/UE) è destinata a entrare in vigore il 7 giugno 2026, avere già una fotografia strutturata della propria forza lavoro diventa un vantaggio concreto in termini di preparazione.
Anche sul fronte dell'employer branding, la capacità di documentare politiche retributive eque e percorsi di crescita paritari è sempre più rilevante: i candidati — in particolare le generazioni più giovani — valutano la cultura delle pari opportunità come fattore di scelta nella ricerca del lavoro.
LE DATE DA SEGNARE IN AGENDA
- 1° marzo 2026: apertura del portale ministeriale per la compilazione del rapporto biennale 2024-2025.
- 5 marzo 2026: termine ultimo per completare il caricamento dei dati del biennio 2022-2023 ancora in sospeso.
- 30 aprile 2026: scadenza per la presentazione obbligatoria del rapporto biennale 2024-2025 da parte delle aziende con più di 50 dipendenti.
---
HR JOB SI Group supporta le aziende nella gestione degli adempimenti HR e nella strutturazione di processi di selezione, outsourcing e consulenza del lavoro. Se la tua organizzazione ha bisogno di un supporto per orientarsi tra gli obblighi normativi del 2026, il nostro team è a disposizione.
Fonti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (comunicato del 24 febbraio 2026); D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità), art. 46; Decreto interministeriale 3 giugno 2024; Legge 5 novembre 2021, n. 162.